Community Participation in Planning

Per Community Participation in Planning si intende il coinvolgere le comunità nel processo decisionale per l’adeguamento del territorio o degli spazi urbani in cui tali comunità risiedono, operano e lavorano.

Si tratta di un modello interessante che in Italia è ancora poco utilizzato rispetto ai paesi del nord europa.

E’ molto semplice spiegarne il concetto e l’utilità.

Guardatevi intorno, vedete quei  sentieri formatisi dal passaggio delle persone sull’erba vicino al marciapiede?

Significa che l’urbanista non è stato in grado di mettere il suo disegno a servizio della comunità, richiedendo invece alla comunità di piegarsi al suo progetto.

Coinvolgere parte della comunità prima della realizzazione di un’opera mette l’urbanistica a servizio delle persone e non il contrario.

Come esponente di CasciNet  sono stato invitato dal Politecnico di Milano ad un progetto di scambio di buone pratiche in Europa in relazione sia al progetto per la riqualifica di Cascina Sant’Ambrogio, che per la promozione e l’avvio del Grande Parco Forlanini.

Durante tre semestri ci siamo confrontati con l’Università di Aveiro in Portogallo e la Ulster University di Belfast, i loro docenti, i loro studenti e le loro comunità di cittadini intorno alla riqualifica degli spazi e di tre fiumi siti nelle città aderenti il progetto.

A Milano il fiume analizzato è stato il Lambro, per approfondire quanto fatto è stata creata la pagina Facebook  Milano intorno al Lambro.

Ringrazio a titolo personale e a nome di CasciNet  la Professoressa Grazia Concilio e tutto il suo staff  e gli staff incontrati in Europa per l’enorme opportunità offertaci e per il grande bagaglio di competenze che abbiamo riportato nella nostra amata città.

Ci auguriamo tutti che queste competenze acquisite possano essere presto spese al servizio della città.

 

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Ostacoli immaginari

Questa mattina parlavo con un partecipante ai miei corsi che sogna la realizzazione dei suoi progetti.

Ha chiarito il suo obiettivo, si è formato per completare le sue competenze ed ha costruito un prodotto valido.

Quindi sulla carta è pronto a partire.

Non manca nulla ma sente il desiderio inarrestabile di perfezionare il prodotto.

In realtà è semplicemente paralizzato dalla  paura di compiere il prossimo passo.

Esporre un prodotto o lanciarsi in nuove direzioni della vita per raggiungere il proprio personale obiettivo è difficile perché spesso vediamo barriere laddove non ce ne sono.

Siamo bravissimi a sabotare noi stessi incolpando qualunque cosa fuori dalla sfera del nostro controllo.

Creiamo fantasiosi ostacoli che sembrano insormontabili, spesso inconsapevolmente per paura di essere felici.

Ho capito cosi che spesso mi trovo a motivare le persone nel perseguire i propri desideri e ad accompagnarle nel superare i propri confini, confini che anch’io mi trovo a dover superare ogni giorno.

 

TIMWOOD – S come identificare gli sprechi di processo

Identificare gli sprechi di processo, sia che si tratti di produzione o di servizi alle imprese,  permette di aumentare i livelli di produttività, di efficienza e di profitto.

Ogni attività che si svolge in un business o è a valore aggiunto (VA) o non a valore aggiunto (NVA).

Quali sono le attività all’interno della vostra azienda che non aggiungono valore e prevedono un costo?

Sono state classificate sette categorie principali che comportano “rifiuti” di processo.

Per essere in grado di eliminarli o ridurli insieme con i costi ad essi associati, è necessario comprendere appieno ciò a cui corrisponde ogni spreco.

Il metodo  di analisi che propongo alle Aziende  per l’identificazione degli sprechi ha  come acronimo TIMWOOD, ovvero  :

T – Transport

I – Inventory

M – Movement

W – Waiting and Delay

O – Over Production

O – Over Processing

D – Defects

Nella mia personale visione aggiungo anche :

S – Skills

in quanto anche la mancanza di competenze genera sprechi e inefficienza.

Si tratta di un metodo sviluppato in Giappone,  il modello Toyota del kaizen, che ha individuato i sette tipi di sprechi : MUDA.

In Inghilterra per una questione mnemonica il modello ha preso l’acronimo TIMWOOD.

Fornisco consulenza alle aziende utilizzando questo modello che permette di andare dritti al cuore delle inefficenze (NVA) creando per le aziende risparmio e maggiore profitto.

Dal mio punto di vista, sempre attento alla sostenibilità, questo modello, portando alla riduzione degli sprechi, permette allo stesso tempo una maggiore attenzione al Green ed alle tematiche ambientali che sono per me motore e stimolo in ogni ambito.

Nulla di meglio dal mio punto di vista di creare profitto tramite la sostenibilità.

Come passare dal Bla Bla alla Comunicazione Efficace

Comunicare con chiarezza é importante in ogni ambito della nostra vita sia lavorativa che personale.

Pensiamo ingenuamente di essere in grado di comunicare correttamente e non ci rendiamo conto di quanto in realtà la nostra comunicazione sia lontana dall’essere efficace .

Quante volte abbiamo ascoltato discorsi interminabili di colleghi, capi, amici chiedendoci: dove vuole arrivare? Oppure distraendoci pensando a cosa comprare al supermercato per la cena.

Immaginate quindi un’azienda che voglia ristrutturarsi e rinnovarsi, come potrebbe raggiungere l’obbiettivo se chi  guida il cambiamento non è in grado di dare una comunicazione chiara e sintetica sulla direzione da seguire?

Avere delle ottime competenze tecniche senza basi di comunicazione non ci permette di raggiungere il risultato.

Per questo motivo propongo sempre un momento dedicato al tema della comunicazione in tutti i miei corsi, che si trasforma anche in un’occasione di gioco e di esperienza diretta.

Utilizzo  il gioco come metodo di insegnamento perchè  permette di raggiungere un grado di comprensione più alto e con facilità.

E’ possibile comunicare in maniera efficace utilizzando dei modelli molto semplici e modulati sul nostro interlocutore, ed imparando ad essere chiari e sintetici.

Il aula dimostro che, con gli strumenti giusti,  è possibile imparare a diventare ottimi comunicatori e sfruttare questa capacità in ogni ogni ambito,  ad un colloquio di lavoro, con il capo o con gli amici e famigliari ottenendo risultati mai provati.

Ma soprattutto imparando queste tecniche otterremo un cambiamento su noi stessi verso una maggiore consapevolezza dei nostri bisogni e su come ottenere i risultati desiderati.

ecco alcuni momenti di gioco durante il corso di Project Manager Assistant che ho tenuto  in questi giorni :

 

 

 

 

 

Job Club il modo nuovo di trovare lavoro

Ieri sono stato invitato a tenere una lezione  per il progetto Job Club e devo dire che ho scoperto una realtà molto interessante.

Un Job Club è un gruppo di persone che si aiutano a vicenda a trovare un lavoro.

Il gruppo si ritrova per prepararsi e supportarsi nella fase attiva della ricerca e lo fa seguendo un programma dettagliato di 10 incontri.

Job Club nasce da un’iniziativa di Nicola Giaconi  Psicologo e Career Coache e Riccardo Maggiolo Giornalista professionista, autore ed esperto in comunicazione.

Il programma prevede lezioni con ospiti professionisti, motivo per cui sono stato coinvolto.

Di questo progetto ho apprezzato l’attenzione posta nel consapevolizzare la persona nel costruire un progetto lavorativo di senso.

All’incontro erano presenti persone di ogni età in cerca di lavoro accompagnate da un Mentor .

Con il mio intervento ho voluto rafforzare in loro alcuni punti chiave per la realizzazione in ambito professionale :

  • l’equilibrio della propria soddisfazione in ogni ambito di vita come strumento per focalizzare l’obbiettivo
  • le sfide verso se stessi come un continuo gioco di apprendimento per fare la prestazione
  • l’impegno sociale come strategia per l’inserimento lavorativo

Consiglio questo percorso a quanti vogliono comprendere quale sia la strada giusta da intraprendere  per le loro competenze specifiche e come fare per realizzarla.

Vedo persone più consapevoli  che  ” volantinare” il proprio curriculum non ha alcun valore.

Per trovare lavoro occorre fermarsi e creare un progetto per la costruzione della propria  soddisfazione personale e professionale.

La nascita di realtà come Job Club  ne è la dimostrazione.